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e-mail private e consenso

Lunedì 13 Agosto 2007

Il Garante della privacy ha ribadito di recente che non si può pubblicare una lettera privata, anche se inviata via e-mail a più persone, senza il consenso dell’autore e dei destinatari. Tale decisione è stata presa in seguito al ricorso presentato dal capo di un’associazione a carattere religioso, che aveva lamentato la pubblicazione di una e-mail su un quotidiano a diffusione nazionale, a lui indirizzata, contenente fatti confidenziali e riguardanti la propria vita intima. Nell’accogliere il ricorso, l’Autorità ha ordinato la cancellazione della lettera dall’edizione on line del quotidiano.

Il giornale aveva pubblicato un articolo sulla poligamia e si era servito della e-mail che l’ex moglie del ricorrente, dopo esser stata ripudiata, aveva inviato a lui e, per conoscenza, ad altre quattro persone. Proprio l’invio della lettera a diversi destinatari avrebbe attenuato, secondo l’editore del quotidiano, la natura riservata della corrispondenza. Ma l’autrice della lettera ha negato di aver dato il proprio consenso alla pubblicazione del suo scritto.

Il Garante, nel ricordare che il trattamento dei dati personali in ambito giornalistico può avvenire senza consenso solo riguardo a fatti di interesse pubblico e rispettando l’essenzialità dell’informazione, ha riconosciuto l’interesse pubblico della vicenda, ma ha ritenuto illecita la diffusione degli stralci di una corrispondenza privata avvenuta tramite posta elettronica. Un tipo di trattamento che viola anche il principio costituzionale secondo il quale la libertà e la segretezza della corrispondenza operano indipendentemente dal mezzo utilizzato. L’Autorità ha, inoltre, osservato che la pubblicazione pedissequa di parti della lettera contravviene ai principi della legge sul diritto d’autore, per i quali non può essere diffusa, pubblicata o riprodotta la corrispondenza a carattere confidenziale o che si riferisca all’intimità della vita privata senza il consenso dell’autore e del destinatario. Principio che trova applicazione anche in ambito giornalistico.

A distanza di quattro anni dall’emanazione della legge sulla privacy ci sono e ci saranno ancora casi particolari da definire. Tenersi costantemente aggiornati è una sana abitudine per continuare ad utilizzare i dati personali nel modo corretto.

Legge Privacy, grazie!

Venerdì 20 Aprile 2007

Il decreto 196/2003 noto come Codice Privacy ha introdotto una serie di misure volte a garantire la sicurezza e l’integrità dei dati aziendali. Tali dati aziendali includono le informazioni sui nostri clienti, i fornitori, i dipendenti, il nostro sistema informatico, quindi computer, sistemi operativi, software applicativi, antivirus e licenze varie.

Perdere queste informazioni vitali significherebbe paralizzare di colpo la nostra azienda, con perdite inimmaginabili dal punto di vista economico, del tempo e anche della credibilità e dell’affidabilità dell’azienda verso partners, clienti e osservatori.

Per tali ragioni la legge sulla privacy non deve essere intesa come un ulteriore fardello burocratico, ma come un modo razionale e sistematico per proteggere il nostro business e rispettare clienti, dipendenti, fornitori, banche, ecc.